Le misure di austerità imposte da organi non eletti e non controllati da nessuno (FMI, BCE) richiedono una presa di coscienza collettiva ed unitaria di tutti i cittadini italiani ed europei. L'aspetto internazionale della crisi dei mercati finanziari che ha travolto le economie di tutto il mondo richiede una risposta internazionale che la divisione in stati nazionali non e' in grado di rappresentare. La scelta di aderire come studenti e lavoratori al primo tentativo di costruzione europea dell'opposizione al sistema neoliberista e' frutto di questa consapevolezza. I finanziamenti al reparto militare (280 miliardi in dieci anni), per il salvataggio delle banche (4500 miliardi di euro), per le grandi opere (35 miliardi per il TAV) dimostrano che i soldi ci sono ed il modo in cui vengono spesi e' una precisa e cieca scelta politica di un sistema e di uomini di potere agli sgoccioli. C'e' un modo diverso e vero di fare politica che e' fatto di valori e coscienza ed e' ora di farsi sentire. Invertiamo la rotta e facciamo pagare la crisi a chi l'ha creata! Per un'Europa unita di Solidarieta' e Diritti finanziamo la Cultura, il Lavoro, i Trasporti!
Partecipa, diffondi, costruisci. Organizza la tua rabbia!
Il 14 novembre, tutti in piazza!
- Mantova - ore 08:00 viale risorgimento (studenti) ore 09:00 Porta Pradella (lavoratori)
Abbiamo deciso di fermare la stupidità di questa TV spazzatura, che ci rifilano tutti i giorni, facendo due semplici gesti: spegnere il televisore e accendere il cervello.
mercoledì 7 novembre 2012
domenica 7 ottobre 2012
La passerella del pensiero unico a San Benedetto Po? Formigoni non sei il benvenuto
Ieri San Benedetto Po ha assistito alla passerella dei vari ministri, assessori regionali e del Presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Niente di quello che abbiamo visto ci è parso sobrio o sacrificato, termini tanto cari ai tecnici e tra i più in voga del momento, per giustificare ogni taglio alla spesa pubblica. Ci è sembrato surreale, prima ancora dello schieramento imponente delle varie forze dell’ordine (e dei relativi costi), le modalità grottesche con cui si è svolto l’incontro: inviti selezionati e nominali, con facoltà d’intervento fortemente limitate, rivolti solo a esponenti di “Governo, Regione, enti locali, parti economiche e sociali” (?), con buona pace dei cittadini comuni che si sono visti negare, de facto, anche la possibilità di assistere nel loro paese ad un evento che li riguardava tutti, e forse più di tutti, dal primo all’ultimo.Tutto questo senza tralasciare la pressione psicologica delle varie forze dell’ordine e di alcune autorità che non si sono risparmiati dal “fare visita” a persone di San Benedetto Po, tra cui ragazzi del nostro collettivo, non tanto per atti compiuti di dissenso, quanto piuttosto per timore della sola possibilità che potessero avere luogo forme di dissenso. Altri tempi erano gli anni ’50 quando, senza preavviso, centinaia di persone (e pietre) scesero in piazza contro il comizio, puramente provocatorio, di Almirante.
Ieri invece siamo stati accerchiati, identificati e scortati poi dalla polizia lungo tutto il tragitto della piazza, pur sapendo che chi fa dei soldi pubblici ciò che vuole, delinquendo, stava in un altro punto della piazza dietro ad un microfono. In ogni caso possiamo dirci soddisfatti doppiamente di aver partecipato a questa opera di risveglio della comunità: non siamo stati i soli infatti a partecipare a questa iniziativa varia di protesta sotterranea e spontanea dei sambenedettini contro chi si fa bello a nostre spese e sulla nostra pelle; applausi e apprezzamenti ci hanno poi confermato che non eravamo i soli a pensarla così e questa solidarietà indiretta ha cancellato gli ultimi dubbi sulla giustezza della nostra scelta.Il pensiero unico campa là dove si sente al sicuro, nel suo feudo senza contestazione, ma chi regala milioni di soldi pubblici a ditte private, scarica sulle famiglie l’aumento degli abbonamenti e i costi dei cattivi servizi, e vuole fare di ogni luogo la propria passerella non può pensare di continuare a raccontare le proprie filastrocche indisturbato. E soprattutto, chi sta dalla parte giusta non deve né lasciarsi intimidire né avere paura di dirlo. Siamo profondamente convinti della necessità del recupero del patrimonio artistico del complesso monastico, delle infrastrutture e delle attività produttive del nostro territorio, ma riteniamo fondamentali e imprescindibili la partecipazione e il coinvolgimento della comunità che ha già dimostrato anche con la rassegna Un PO Scossi di essere profondamente coinvolta nel sostegno al proprio Comune e alle sue peculiarità e pregi.
Dopo l’ennesima passerella di autorità politiche abbiamo ben compreso che oltre il danno c’è anche la beffa: dai pomposi discorsi si sono ottenute solo vaghe promesse di finanziamenti non quantificati lasciando ancora una volta i cittadini e gli amministratori locali alle prese con i danni del sisma, senza risposte certe. In conclusione, per quanto riguarda il Governo e Formigoni dunque, siamo a “parole e lustrini, tanti” ma a “fatti, pochi” con buona pace del pensiero unico. La Bassa ringrazia.
Ragazzi e Ragazze del
Collettivo Luna Storta
mercoledì 26 settembre 2012
A 100 thousand poets for change- 100mila poeti per il cambiamento
In contemporanea mondiale, in 800 località di 120 Paesi del mondo avrà luogo anche quest'anno, il 29 settembre, la rassegna poetica aperta a tutti “100mila poeti per il cambiamento”."La pace e la sostenibilità sono due delle principali preoccupazioni in tutto il mondo, e i principi ispiratori di questo evento globale," ha detto Michael Rothenberg, co-fondatore di 100mila Poeti per il Cambiamento. "Siamo in un mondo in cui si tratta di una questione che non deve essere solo recepita. Deve essere costruito un terreno comune attraverso questa raccolta globale di storie locali, che è il modo in cui creare un racconto vero per poterci dare consapevolezza sul nostro futuro. "
Come organizzatori vorremmo fornire lo spazio per costruire insieme un percorso che partendo dalla poesia, alfiere della cultura, riesca a farci comprendere l'importanza e la necessità di un cambiamento, in una prospettiva di giustizia sociale e sostenibilità, che non riguardi solo l'ambiente, ma anche il mondo del lavoro, i consumi, lo stato sociale, gli spazi di aggregazione. Per questa ragione cogliamo l'occasione per invitarvi a 100mila poeti per il cambiamento - San Benedetto Po che si svolgerà presso il parco comunale dalle 15:30 alle 18:30, sabato 29 settembre, in cui ciascuno avrà la possibilità di leggere o declamare poesie proprie o d'autore e non solo.
La giornata vogliamo dedicarla al poeta sambenedettino scomparso, Umberto Bellintani.
Programma della giornata
dalle 15:30 alle 16:30 lettura libera di poesie
dalle 16:00 merenda per tutti
dalle 16:40 – 17:30 improvvisazione con accompagnamento musicale
17:30 – 18:15 esibizione di chitarre classiche e acustiche
All'evento sarà presente materiale informativo e libri di poesia da sfogliare e leggere.
In caso di pioggia, l'evento si terrà presso la sala conferenze dell'arci Primo Maggio, al primo piano. (richiesta tessera arci)
Assemblea cittadina per parlare di razzismo e sicurezza
Condividiamo con piacere un'iniziativa volta a diradare la nebbia dell'ignoranza su cui sempre campano discorsi razzisti e qualunquisti che si provano a far passare da innocenti chiacchiere da bar.
Dall'articolo di presentazione della serata: [..] la tavola rotonda di giovedì 27 settembre vorrebbe dare un contributo alla città su questioni che mostrano sempre, senza nessuna offesa e presunzione, un livello del discorso molto basso. Riteniamo infatti che sia necessario fare chiarezza e fornire elementi di ragionamento e approfondimento sulle tematiche securitarie, che trovano l’epicentro della retorica politica razzista nella zona della stazione ferroviaria cittadina. Lo scopo non è quello di sottovalutare alcuni episodi con una retorica buonista, ma di fornire strumenti per leggere i problemi di questa zona di Mantova, usati da consiglieri comunali e gruppi apertamente neonazisti per fomentare odio contro il diverso o speculare elettoralmente. Per fare un esempio, ci sembra ridicolo costruire tigri di carta e chiamarle “emergenza sicurezza” riducendo il tutto alla concentrazione di ristoranti di kebab.
MANTOVA - GIOVEDÌ 27 SETTEMBRE@ sala Isabella D’Este, via Giulio Romano
ORE 21.00
qui l'articolo completo http://mantovantifascista.noblogs.org/post/2012/09/24/assemblea-cittadina-per-parlare-di-razzismo-e-sicurezza/
Dall'articolo di presentazione della serata: [..] la tavola rotonda di giovedì 27 settembre vorrebbe dare un contributo alla città su questioni che mostrano sempre, senza nessuna offesa e presunzione, un livello del discorso molto basso. Riteniamo infatti che sia necessario fare chiarezza e fornire elementi di ragionamento e approfondimento sulle tematiche securitarie, che trovano l’epicentro della retorica politica razzista nella zona della stazione ferroviaria cittadina. Lo scopo non è quello di sottovalutare alcuni episodi con una retorica buonista, ma di fornire strumenti per leggere i problemi di questa zona di Mantova, usati da consiglieri comunali e gruppi apertamente neonazisti per fomentare odio contro il diverso o speculare elettoralmente. Per fare un esempio, ci sembra ridicolo costruire tigri di carta e chiamarle “emergenza sicurezza” riducendo il tutto alla concentrazione di ristoranti di kebab.
Mantova Antifascista e Antirazzista
MANTOVA - GIOVEDÌ 27 SETTEMBRE@ sala Isabella D’Este, via Giulio Romano
ORE 21.00
qui l'articolo completo http://mantovantifascista.noblogs.org/post/2012/09/24/assemblea-cittadina-per-parlare-di-razzismo-e-sicurezza/
mercoledì 15 agosto 2012
Un PO scossi
![]() |
| Il programma dell'evento |
Ricordiamo infatti che la biblioteca, la palestra, il comune rimangono, a due mesi dal sisma, ancora inagibili (in sostituzione è stato istituito dalle province di Mantova, Modena e Reggio Emilia il BiblioBus: per maggiori informazioni consultate
http://www.culturadellaricostruzione.it/).
A questo proposito l'impossibilità di realizzare la serie di eventi estivi previsti dalle varie associazioni ha reso possibile e necessario un lavoro di collaborazione collettiva per sostenere una raccolta fondi in favore di uno dei comuni da cui, noi giovani del collettivo, proveniamo. Anche da ciò si evince perchè non potevamo mancare di dare il nostro piccolo contributo.
Da una intensa collaborazione nelle scorse settimane, tra numerose associazioni sambenedettine, nasce dunque : un PO scossi.
Una rassegna benefica di raccolta fondi all'insegna della musica, della danza, della recitazione e del buon cibo che si svolgerà tra il 24 e il 26 agosto in cui potrete sostenere anche iniziative di raccolta fondi del comune di Quistello.
Ti interessa fare volontariato in questa tre giorni insieme a noi? contattaci a collettivolunastorta@ gmail.com
Di seguito, il testo di promozione dell'evento.
Col terremoto abbiamo perso diverse cose. Abbiamo perso certezze, sicurezze, serenità, luoghi. La certezza che la pianura fosse una zona sicura, che sì, qualche volta qualche scossa si sentiva, ma veniva da zone sismiche, non le nostre… La sicurezza che la terra sotto i nostri piedi ci accogliesse, ci proteggesse, che non fosse qualcosa di ostile. La serenità, perché nonostante siano passati due mesi il terremoto è dentro di noi, basta il passare di un camion o il tintinnio di un bicchiere per farci sobbalzare e battere forte il cuore. E infine abbiamo perso i luoghi, le case, i posti di lavoro.
Questa è la prima cosa che si nota quando si va in una zona terremotata: le crepe sui muri, le spaccature sugli edifici, i nastri rossi che limitano l’accesso a zone che prima facevano parte della quotidianità. A San Benedetto Po subito si vede il campanile quattrocentesco di San Floriano, mutilato nei suoi pinnacoli. Stessa sorte è accaduta al campanile della chiesa di San Siro. E il centro storico è “una zona rossa transennata, deserta e silenziosa con un futuro quanto mai incerto” (parole del sindaco) .
Nonostante le perdite qualcosa però il sisma ci ha pure dato: il senso di comunità, l’unione al di là delle difficoltà e delle divisioni. Il terremoto ci ha tolto qualcosa? E noi ce lo riprendiamo! Anche se è difficile e ci vogliono risorse per rimettere tutto a posto, le associazioni e i cittadini di San Benedetto non si tirano indietro. È con questo spirito che nei giorni dopo il sisma è nata un’idea da alcune associazioni polironiane, la volontà di fare qualcosa e non restare ad osservare impotenti le decisioni imposte da sfere più alte su tempi e modi da rispettare per la ricostruzione. San Benedetto Po ha bisogno del suo centro, del Monastero, del Museo con le sue collezioni, della Sala Civica, dell’ex Refettorio Monastico, dell’ex Infermeria, della Biblioteca, dell’Oratorio. Luoghi simbolo di unione e comunità, ma anche luoghi operativi, vivi, vissuti ogni giorno dai cittadini e dai turisti.
Davanti a questa esigenza le associazioni si sono incontrate e unendo esperienze e proposte è nato l’evento “UN PO SCOSSI musica spettacoli e buona cucina insieme per ricostruire”. Una tre giorni all’insegna della musica, della danza, del teatro e dell’arte, uniti con un mix di buona cucina mantovana, che ha come scopo di raccogliere fondi per la ricostruzione di San Benedetto Po.
L’organizzazione delle serate è a cura di persone che hanno saputo unirsi al di là delle diversità di opinioni e idee, per puro spirito di solidarietà e per un fine più alto, quello di raccogliere fondi per salvare un patrimonio storico e artistico millenario, che proprio nei giorni tristi del sisma avrebbe dovuto mostrare al pubblico le ultime parti restaurate, ma che ora purtroppo giacciono chiuse con un destino sospeso circa la loro riapertura. Tutte le serate si svolgeranno grazie a volontari, anche i musicisti, i ballerini, gli attori e tutti quelli che interverranno a rendere magiche queste serate lo faranno a titolo gratuito. Un grazie particolare va a tutti gli artisti che hanno risposto numerosi e hanno deciso di partecipare a un evento di raccolta fondi sapendo di non ricevere nulla in cambio.
Gli eventi si terranno in Piazza Matilde di Canossa e Piazza Teofilo Folengo, dove saranno allestiti i palchi. Ci saranno 3 punti ristoro sparsi per le piazze dove si potranno gustare specialità tipiche come risotto con la salamella, gnocco fritto e panini col cotechino.
domenica 17 giugno 2012
Un sorriso oltre la paura
Ci siamo congedati giovedì sera, ultimo giorno di
apertura previsto per il campo sfollati di Pegognaga, dal nostro impegno di
volontari per l’animazione dei piccoli. E’ stata un’esperienza sensazionale per
il trasporto emotivo che solo il vivere appieno le situazioni può dare: non
siamo scout, né educatori di professione ma abbiamo capito che attraverso la
volontà, anche di semplici studenti, è possibile trasmettere, e ricevere,
molto. La cosa che ci rende più orgogliosi, è di aver potuto contribuire a
trasformare un luogo e una situazione legati ad un evento spaventoso, in
qualcosa di positivo e da ricordare sia per noi ma soprattutto per chi al campo, in queste settimane, ci ha dovuto vivere. Sappiamo che per molte famiglie i
problemi non si esauriscono oggi e per quanto ci è possibile continueremo ad
offrire il nostro contributo invitando chiunque abbia cuore e tempo per farlo
ad offrirsi volontario per altre realtà che manifestino bisogno.Siamo contenti
di aver contribuito a dimostrare come una comunità ferita possa reagire ed
essere solidale, ma non troviamo concepibile che una cosa che dovrebbe essere
normale sia confinata agli stati di emergenza dall’egoismo delle nostre vite di
quieta disperazione. Tutti possiamo fare la nostra parte per rendere migliore
questo mondo, qui e adesso.
“I bambini sono meravigliosi: appena arriva il terremoto si spaventano e un quarto d'ora dopo sono già a correre e giocare. In noi invece la paura rimane; alla fine sono più forti loro”
lunedì 11 giugno 2012
Più forti del sisma: solidarietà attiva
Dopo aver contribuito a creare la Rete Solidale che ci ha permesso di assistere le comunità mantovane più colpite dal terremoto, prosegue il nostro progetto di sostegno: a Pegognaga, a partire dallo scorso venerdì, 8 giugno, il Collettivo animerà per i più piccoli i pomeriggi e alcune serate attraverso attività didattiche, escursioni e laboratori fino alla chiusura del campo prevista per la fine della prossima settimana.
Riteniamo indispensabile avere un occhio di riguardo per l’animazione dei più piccoli, già avviata e sostenuta da numerosi volontari e volontarie nelle due settimane precedenti, considerando il valore benefico ed educativo del momento del gioco e dell’aggregazione. Un territorio non si ricostruisce solamente riedificando gli edifici storici, abitativi o lavorativi ma anche attraverso la ricostruzione di comunità dove nessuno venga escluso e dove ritrovare nei momenti di socialità una forza in più per reagire alla sciagura del terremoto e alla crisi.
E’ in questi momenti di difficoltà e di retorica vicinanza delle istituzioni, le stesse che prima piangono gli operai senza tutele e poi aboliscono l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che crediamo nella forza di una frase che idealmente ci rappresenta: “diamo tutti qualcosa, per evitare che pochi debbano dare tutto”
Per maggiori informazioni:
.Rete Solidale: http://informatimantova.wordpress.com/rete-solidale/
.Spazio Sociale "LaBoje": http://www.articolozero.org/2012/06/sisma/
Iscriviti a:
Post (Atom)



