Abbiamo deciso di fermare la stupidità di questa TV spazzatura, che ci rifilano tutti i giorni, facendo due semplici gesti: spegnere il televisore e accendere il cervello.
Con dolore abbiamo appreso la scomparsa di Renno Morselli, ultimo partigiano superstite
di San Benedetto Po, militante della 31^ e 121^ Brigata Garibaldi.
92 anni, malato da tempo, alcuni di noi erano riusciti ad incontrarlo e
a apprezzare parte della sua vivacità e i suoi quadri dedicati alla Resistenza e alle lotte
bracciantili.
Nei giorni della Liberazione la rappresaglia verso i collaborazionisti del regime nazista fu evitata solo grazie a persone come lui, che suggerirono l'istituzione di un campo di detenzione temporaneo, nella zona dove oggi sorge la palestra comunale, per tutti i militi fascisti delle brigate nere e della GNR; durante la clandestinità partecipò inoltre alla battaglia di Gonzaga, scendendo dagli Appennini con la 31^.
Partecipare ogni giorno alle mobilitazioni, è il modo
migliore per onorare chi a vent'anni ebbe il coraggio di sacrificare la
propria vita per la libertà altrui.
Nel giorno del funerale, sabato 8 giugno, lo abbiamo voluto salutare a modo nostro anche per evitare, come si è letto sulla Gazzetta, che Renno venisse ricordato solo come pittore e poeta e che dunque venisse rimosso il suo patrimonio resistenziale e di ideali politici espressi anche attraverso la sua arte. Ringraziamo sua moglie Ate per aver accettato il nostro striscione come omaggio alla persona e alle idee di Renno.
E TUTTO QUESTO SPIEGA AI TUOI FIGLI E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI NON PERCHE' L'ODIO E LA VENDETTA DURI MA PERCHE' IMPARINO QUALE IMMENSO BENE SIA LA LIBERTA' E IMPARINO AD AMARLA E LA CONSERVINO INTATTA E LA DIFENDANO SEMPRE.
12 e13 giugno 2011: una data storica per la grande vittoria referendaria sui temi dell’acqua pubblica e contro il nucleare, che ci ha visti protagonisti attivi insieme a tante e tanti altri sul territorio.
Oggi, a due anni di distanza, possiamo festeggiare insieme quella vittoria ma dobbiamo anche prendere atto, sui temi dell’acqua, che quell’impegno e quell’attenzione che ci hanno guidato non possono venire meno. La realtà odierna ci rimanda a un difetto di democrazia da un lato, con l’immobilismo delle istituzioni nel recepire il dato referendario; dall’altro la necessità di risposte definitive riguardo la gestione dell’acqua e ai problemi della salvaguardia e distribuzione della risorsa idrica, come l’assenza di acquedotti, la presenza di arsenico nelle falde e la dispersione degli impianti trascurati.
Per questo, a partire proprio dalla data simbolica del “compleanno” referendario, nasce la volontà di riportare l’attenzione in merito ad una gestione dei servizi idrici realmente pubblica, partecipata e senza profitto, che sappia garantire qualità, attenzione e accesso alla risorsa idrica come diritto, così come sancito anche dalle Nazioni Unite. Ne parliamo con Annalisa Gazzoni e Giampiero Carotti, dei Comitati Acqua Bene Comune di Mantova e Cremona: con loro avremo la possibilità di riflettere sulla situazione istituzionale a livello nazionale e locale, sulle iniziative fin qui intraprese e su quali siano le possibili potenzialità di una rinnovata partecipazione.
DOMENICA 9 GIUGNO, ore 17, presso la libreria "IL Punto" (ex DiscoCity),
La seguente testimonianza è il frutto di una collaborazione inaspettata quanto preziosa avuta tra un nostro concittadino, membro dell'associazione "Ponti di memoria", ed il nostro collettivo. Oltre ai numerosi materiali ci ha consegnato forse la cosa più importante e preziosa che potesse donarci: la sua storia di uomo, il suo dolore e la sua tenacia nella ricerca di una Verità che, nel Paese delle stragi di stato, manca da sempre. Oggi pubblichiamo il suo contributo per celebrare un Giorno della memoria delle vittime del terrorismo che ha un che di beffardo: bisogna ricordare il "cosa", quando lo stato stesso si impegna nel non ricordare "chi", nonostante le numerose ricostruzioni documentate, queste stragi le ha compiute.
Dedichiamo questo post e questo giorno alla memoria di Lorenzo Pinto, recentemente scomparso, e a Luigi Pinto, a Davide Caprioli, e tutte le vittime innocenti della violenza di stato. ]
Piazza Loggia. Reazioni alle assoluzioni in appello.
Sono un uomo come tanti, come tutti ma purtroppo mi porto dietro un pesante fardello. Ero un ragazzo spensierato, come tutti voi, con le mie idee ed ideali ma una mattina -il 28 Maggio 1974- una bomba in Piazza della Loggia a Brescia ha posto fine a tutto ciò. In Piazza quella mattina c'era una manifestazione sindacale contro l'aria di fascismo che in quei giorni si stava creando in città e in tutta Italia dato che faceva parte di un disegno sovversivo ideato da apparati dello stato e non solo.
C'erano operai e studenti, insegnanti e gente comune quando alle 10.20 di quel piovoso giorno scoppiò una bomba nascosta in un cestino sotto i portici della Piazza. I morti furono 8 e centinaia i feriti; io persi mio cognato, che cognato era solo per fini di legge, era mio fratello maggiore, il fratello che non avevo avuto. Quel pomeriggio ero davanti alle fabbriche a fare volantinaggio, all'epoca non esistevano i cellulari ed il web, non vivevo a Brescia ma in un paese del sud-est barese quando un vicino di casa mi disse :"Corri a casa!". Dal tono, avevo già capito che fosse successo qualcosa di grave, sapevo della manifestazione di Brescia, sapevo che mia sorella e mio cognato erano là, ma non potevo immaginare quello che poi mi sarebbe stato raccontato. Lascio a voi capire ed immaginare a distanza di tutti questi anni cosa si prova a riaprire ferite che non si rimarginano, grazie anche al fatto che i tre processi fatti non hanno portato nè Verità nè Giustizia. Al dolore si è aggiunto l'aver perso nel corso degli anni mia sorella, rimasta vedova da quel maledetto 28 maggio, e gli amici con cui si è condiviso questa battaglia ma anche la soddisfazione di averne trovati di nuovi per mantenere in vita coloro che non ci sono più, dato che la sete di Verità e Giustizia mi portano a gridare la mia rabbia e le mie ragioni, affinchè questi atti atroci non abbiano più a ripetersi. Tante stragi di tanti innocenti, nessuna Verità e tante menzogne e depistaggi. Rivolgendomi a chi mi leggerà chiedo umilmente di lottare sempre per la verità contro ogni tentativo di nasconderla. E' "La Nostra Storia" la "Storia" di ognuno di noi, poteva capitare ad ognuno di noi ma è toccata alla mia famiglia ed io, per onorare l'eredità lasciatami, la "Dono" a voi. Fatene tesoro.
Silvio Bardini
Silvio Bardini, Lorenzo Pinto, Cristina Caprioli nel 2010
Un
grazie sincero a tutti quelli e quelle che hanno partecipato, che ci
hanno dato il loro sostegno, che si sono confrontati con noi in questi
giorni di iniziative per il XXV APRILE.
E' stata una tre giorni ricca di nuovi spunti e proposte, da cui usciamo rafforzati e ottimisti, per continuare a recuperare il nostro filo rosso con la storia, per fare in modo che la cultura torni ad essere uno strumento di difesa delle coscienze e delle condizioni di vita, una forza di tutti creata dalla consapevolezza: un modo per declinare dunque al presente le aspirazioni -attenuate o rimosse, dai posteri, nel corso degli anni- di chi aveva liberato l'Italia dall'invasore nazista e dal suo sgherro fascista.
Abbiamo anche sentito
elogi istituzionali a Napolitano e alle forze armate in generale in
questi giorni, ma chi ha combattuto per unʼItalia libera, ha combattuto
per lʼidea di unʼaltra Italia, per la giustizia sociale, lʼestensione
dei diritti e la partecipazione diretta delle masse alla vita politica.
L’Italia di oggi, che Napolitano e le forze armate difendono, non è
certo il frutto compiuto della Resistenza ma il tradimento di quegli
ideali. Non dobbiamo dimenticarlo mai e con questa consapevolezza cerchiamo di coltivare giorno per giorno un'idea di Italia all'insegna della libertà, l'uguaglianza e la solidarietà.
Viva il XXV APRILE, viva la Resistenza! Per un nuovo XXV APRILE, per una nuova Resistenza!
Arriva al secondo appuntamento l'ordine collettivo del Caffè Rebelde Zapatista di San Benedetto Po e dintorni.
Sabato 27 aprile sarà l'ultimo giorno disponibile per poter ordinare il vostro pacchetto di caffè, macinato (250gr x 4,10€) o in grani (1kg x 16,40€), Rebelde Zapatista. Il caffè che sostiene il lavoro, la dignità e il reddito di 1.500 famiglie delle cooperative indigene del Chiapas messicano; che, inoltre, ci permette di avere ottimo caffè ad un ottimo prezzo.
Da sapere: a farci caso, questo caffè, che è biologico, costa meno di quello "di marca" [di multinazionali]
(non biologico) che trovate in vendita, eppure permette di dare tre volte tanto di soldi ai piccoli produttori.
"Questo caffè ha il colore della terra, una terra ricca e incontaminata, coltivata da millenni con metodi naturali dagli indios Maya. Una terra che i latifondisti e le multinazionali, con l'appoggio del governo, vogliono sfruttare imponendo prezzi ingiusti. Una terra insorta dove l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale si batte per la dignità degli Indios. Dove molti piccoli agricoltori si sono uniti per difendersi ed organizzati in cooperative per raccogliere questo Caffè Rebelde Zapatista e distribuirlo ad un prezzo giusto ai gruppi solidali. Gustando questo caffè sostieni il cammino e la lotta zapatista."
Mandaci un messaggio privato alla nostra pagina Facebook o un messaggio di posta elettronica all'indirizzo collettivolunastorta@gmail.com; non dimenticare di inserire il contatto telefonico per poter concordare la consegna dei soldi e del prodotto!
Questa attività è completamente volontaria e senza scopo di lucro, se vuoi maggiori informazioni, o vuoi collaborare, contattaci! In collaborazione con LAV Mantova e ¡YA BASTA! Milano Per la dignità dei popoli, contro il neoliberismo!
Senza un nostro reale e concreto impegno quotidiano, all'orizzonte
non si profila nessuna mente illuminata in grado di attuare quell'
"inversione di tendenza" anche culturale, richiesta da questo periodo
storico oltre che dal buon senso: la benzina si compra a peso d'oro, una
linea ferroviaria nazionale per un quinto non ancora elettrificata,
negli ultimi quattro anni gli abbonamenti annuali hanno subìto aumenti
anche di trecento euro e di questa cifra si potrebbe disporre per
potenziare linee per il beneficio di tutti. Insomma, nessun gesto ancora
per provare a placare quel polverone sollevato dagli studenti tra
settembre e oggi passando anche per il 14 novembre europeo contro la catastrofica austerity, che come primo effetto cancella i nostri diritti tra cui quello alla mobilità.
Mobilità, che diventando (semi)privata permette ai dirigenti di TPER di spremere i lavoratori e prendere in giro
i cittadini, ma che costa quasi il doppio (9 cent) al km di Trenitalia
(5 cent) per non parlare delle carrozze senza bagni, risalenti agli anni
'70. I problemi non vengono mai soli e la cecità delle amministrazioni
si rivela ancora una volta all'avanguardia con la notizia del comune di
Mantova che, dopo aver presieduto alla scissione
tra la gestione autobus e quella dei parcheggi, senza uno straccio di
proposività per migliorare la condizione dei pendolari, ha pensato bene
di aumentare
anche il numero dei parcheggi a pagamento per provare a spremere il più
possibile questa satura situazione di mobilità privata, senza peraltro
creare alcuna soluzione coscenziosa o di lungo periodo.
Non
è una novità che il comportamento delle amministrazioni socie di Apam e
del suo cda sia da bocciare, non stupisce più che a queste società
miste pubblico(nel nome)- private(nei fatti)
prema di più il fare cassa che la garanzia di un servizio-diritto, ma
certo arrivati a questo punto non possiamo più pensare che sia
tollerabile rimanere con le mani in mano perchè tagliare il diritto alla
mobilità significa tagliare il diritto all'istruzione e al lavoro,
perchè i tagli fanno in modo che, a lungo andare, i trasporti li usi
solo chi se se li può permettere, diventando un privilegio .
È
già iniziata una raccolta firme nelle scuole, e l'Oltrepò con i disagi
legati al ponte non può stare a guardare: perciò con questa nota
aderiamo al presidio indetto da Network Studentesco per sabato 16 marzo, ore 16.30, in p.zza Mantegna a Mantova. A breve maggiori informazioni.
[Il seguente articolo di approfondimento si compone di due parti per favorirne la lettura]
Accade nel 2013 che in assenza di mezzi di trasporto privato (vedi "automobili") alcune piccole città della Nuova Zelanda, in termini di tempo, risultino più difficilmente raggiungibili dalla loro capitale (90 km di distanza) di quanto non lo sia Auckland da Sidney ( 1300 km di distanza) nonostante la distanza effettiva sia molto più favorevole al primo caso. Quando questo accade si può parlare di distanza relativa.
Il sistema di trasporto pubblico che raggiunge la nostra zona è costituito da Apam (gomma) e TPER -ex FER- (rotaia) e anche da noi (Pegognaga, Quistello, San Benedetto Po) nei giorni festivi, da sempre accade che, - dimenticando per un attimo i normali disservizi incendiari e ritardi, l'incuria e la scarsità dei mezzi-, i mezzi di trasporto pubblico su gomma sono addirittura inesistenti. Alla luce di questo fatto se provassimo a ridisegnare la cartina geografica della nostra zona in base alle distanze relative, ci accorgeremmo che sarebbe più facilmente raggiungibile, e dunque molto più vicina in termini di mobilità sostenibile, Ferrara ( diretto,1h e 10' per 60 km) di Mantova (via Suzzara, con 1 cambio, 1h e 40' per 23km).
Dunque mentre in Lettonia lo Stato incentiva la mobilità sostenibile con il trasporto gratuito, qui da noi c'è un'endemica noncuranza di cui a fare le spese sono sempre i soliti noti (studenti, lavoratori, pensionati) che si spostano su mezzi che risalgono anche agli anni '80. È ormai un segreto di Pulcinella quello che dagli anni '50 fino ad oggi, i vari governi non si sono mai preoccupati di garantire buoni trasporti pubblici gratuiti attraverso un saggio utilizzo delle tasse (il biglietto che ci chiedono di pagare copre circa un terzo delle spese): già dagli anni della motorizzazione di massa lo stato doveva garantire gli interessi delle poche famiglie che (influenzavano la politica e) producevano auto in Italia, investendo più di duemila miliardi per la costruzione di autostrade e contemporaneamente non più di un decimo per l'intero trasporto pubblico nazionale.
SENZA VERGOGNA: uno Stato che non sostiene i trasporti ma finanzia la guerra nuoce a tutti, anche alla verità
È un problema che dunque arriva da lontano e denota anche un grave problema culturale: abituàti a questo comportamento per almeno cinquant'anni, ora usiamo la macchina per tutto e la media auto/abitanti è una delle più alte d'Europa. Per contro, nelle nazioni dove il servizio pubblico funziona bene è normale utilizzarlo frequentemente e questo denota incontestabilmente come le politiche industriali educhino anche a modello di comportamento differenti. Più comprendiamo questo carattere "storico" dell'irresponsabilità statale, più ci rendiamo conto di come un disservizio che noi crediamo locale, apra una voragine nel tempo (è un problema di diverse generazioni di utenti e politici) e nello spazio (è un problema del sistema di trasporto nazionale).
Nonostante infatti lo Stato abbia delegato la gestione dei trasporti alle regioni e alle province, il rubinetto dei soldi è sempre stato in mano al primo che usa gli enti intermedi, sempre più spesso pubblico(nel nome)-privato(nei fatti), per fare il lavoro "sporco" di tagli (di linee e corse), aumenti (dei biglietti e abbonamenti), cosa in cui si sono dimostrati fin troppo zelanti nell'applicazione e cattivi predicatori (vedi alla voce "Infrastrutture e trasporti") alla luce di quanto fatto a metà mandato.
Perchè tagliare diritti non fa risparmiare a nessuno che lavori onestamente.
Perchè i nostri genitori, i nostri parenti, i nostri amici, ma anche gli estranei e noi non perdiamo il lavoro ingiustamente.
Perchè di questi tempi già è dura averlo un lavoro e fin troppo facile perderlo
Perchè i diritti conquistati con sacrificio vanno difesi.
Perchè chi ha votato questa legge non pensa a chi ne subirà le conseguenze.
Perchè chi ha votato questa legge non ha un lavoro dipendente.
Perchè chi ha votato questa legge ha a cuore gli interessi di chi ci guadagna, sempre e comunque.
Perchè chi ha votato questa legge, problemi ad arrivare alla fine del mese non ne ha.
Perchè se di fronte ad un'INGIUSTIZIA non ti schieri, hai già scelto DA CHE PARTE STARE.
-Scegli la PARTE GIUSTA, vieni e FIRMA ANCHE TU!- Banchetto di raccolta firme (anche in caso di maltempo) sotto i portici di p.zza Teofilo Folengo DOMENICA 2 DICEMBRE a SAN BENEDETTO PO dalle 9:00 alle 12:30.
Ieri San Benedetto Po ha assistito alla passerella dei vari ministri, assessori regionali e del Presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Niente di quello che abbiamo visto ci è parso sobrio o sacrificato, termini tanto cari ai tecnici e tra i più in voga del momento, per giustificare ogni taglio alla spesa pubblica. Ci è sembrato surreale, prima ancora dello schieramento imponente delle varie forze dell’ordine (e dei relativi costi), le modalità grottesche con cui si è svolto l’incontro: inviti selezionati e nominali, con facoltà d’intervento fortemente limitate, rivolti solo a esponenti di “Governo, Regione, enti locali, parti economiche e sociali” (?), con buona pace dei cittadini comuni che si sono visti negare, de facto, anche la possibilità di assistere nel loro paese ad un evento che li riguardava tutti, e forse più di tutti, dal primo all’ultimo. Tutto questo senza tralasciare la pressione psicologica delle varie forze dell’ordine e di alcune autorità che non si sono risparmiati dal “fare visita” a persone di San Benedetto Po, tra cui ragazzi del nostro collettivo, non tanto per atti compiuti di dissenso, quanto piuttosto per timore della sola possibilità che potessero avere luogo forme di dissenso. Altri tempi erano gli anni ’50 quando, senza preavviso, centinaia di persone (e pietre) scesero in piazza contro il comizio, puramente provocatorio, di Almirante.
Ieri invece siamo stati accerchiati, identificati e scortati poi dalla polizia lungo tutto il tragitto della piazza, pur sapendo che chi fa dei soldi pubblici ciò che vuole, delinquendo, stava in un altro punto della piazza dietro ad un microfono. In ogni caso possiamo dirci soddisfatti doppiamente di aver partecipato a questa opera di risveglio della comunità: non siamo stati i soli infatti a partecipare a questa iniziativa varia di protesta sotterranea e spontanea dei sambenedettini contro chi si fa bello a nostre spese e sulla nostra pelle; applausi e apprezzamenti ci hanno poi confermato che non eravamo i soli a pensarla così e questa solidarietà indiretta ha cancellato gli ultimi dubbi sulla giustezza della nostra scelta. Il pensiero unico campa là dove si sente al sicuro, nel suo feudo senza contestazione, ma chi regala milioni di soldi pubblici a ditte private, scarica sulle famiglie l’aumento degli abbonamenti e i costi dei cattivi servizi, e vuole fare di ogni luogo la propria passerella non può pensare di continuare a raccontare le proprie filastrocche indisturbato. E soprattutto, chi sta dalla parte giusta non deve né lasciarsi intimidire né avere paura di dirlo. Siamo profondamente convinti della necessità del recupero del patrimonio artistico del complesso monastico, delle infrastrutture e delle attività produttive del nostro territorio, ma riteniamo fondamentali e imprescindibili la partecipazione e il coinvolgimento della comunità che ha già dimostrato anche con la rassegna Un PO Scossi di essere profondamente coinvolta nel sostegno al proprio Comune e alle sue peculiarità e pregi.
Dopo l’ennesima passerella di autorità politiche abbiamo ben compreso che oltre il danno c’è anche la beffa: dai pomposi discorsi si sono ottenute solo vaghe promesse di finanziamenti non quantificati lasciando ancora una volta i cittadini e gli amministratori locali alle prese con i danni del sisma, senza risposte certe. In conclusione, per quanto riguarda il Governo e Formigoni dunque, siamo a “parole e lustrini, tanti” ma a “fatti, pochi” con buona pace del pensiero unico. La Bassa ringrazia.
In contemporanea mondiale, in 800 località di 120 Paesi del mondo avrà luogo anche quest'anno, il 29 settembre, la rassegna poetica aperta a tutti “100mila poeti per il cambiamento”.
"La pace e la sostenibilità sono due delle principali preoccupazioni in tutto il mondo, e i principi ispiratori di questo evento globale," ha detto Michael Rothenberg, co-fondatore di 100mila Poeti per il Cambiamento. "Siamo in un mondo in cui si tratta di una questione che non deve essere solo recepita. Deve essere costruito un terreno comune attraverso questa raccolta globale di storie locali, che è il modo in cui creare un racconto vero per poterci dare consapevolezza sul nostro futuro. "
Come organizzatori vorremmo fornire lo spazio per costruire insieme un percorso che partendo dalla poesia, alfiere della cultura, riesca a farci comprendere l'importanza e la necessità di un cambiamento, in una prospettiva di giustizia sociale e sostenibilità, che non riguardi solo l'ambiente, ma anche il mondo del lavoro, i consumi, lo stato sociale, gli spazi di aggregazione. Per questa ragione cogliamo l'occasione per invitarvi a 100mila poeti per il cambiamento - San Benedetto Po che si svolgerà presso il parco comunale dalle 15:30 alle 18:30, sabato 29 settembre, in cui ciascuno avrà la possibilità di leggere o declamare poesie proprie o d'autore e non solo.
La giornata vogliamo dedicarla al poeta sambenedettino scomparso, Umberto Bellintani.
Programma della giornata
dalle 15:30 alle 16:30 lettura libera di poesie
dalle 16:00 merenda per tutti
dalle 16:40 – 17:30 improvvisazione con accompagnamento musicale
17:30 – 18:15 esibizione di chitarre classiche e acustiche
All'evento sarà presente materiale informativo e libri di poesia da sfogliare e leggere.
In caso di pioggia, l'evento si terrà presso la sala conferenze dell'arci Primo Maggio, al primo piano. (richiesta tessera arci)
Prosegue il percorso di solidarietà post-terremoto: a San Benedetto Po, alla fase di emergenza abitativa vera e propria si accompagna ora l'esigenza primaria di restituire ai cittadini i servizi di cui tutti necessitiamo. Ricordiamo infatti che la biblioteca, la palestra, il comune rimangono, a due mesi dal sisma, ancora inagibili (in sostituzione è stato istituito dalle province di Mantova, Modena e Reggio Emilia il BiblioBus: per maggiori informazioni consultate http://www.culturadellaricostruzione.it/). A questo proposito l'impossibilità di realizzare la serie di eventi estivi previsti dalle varie associazioni ha reso possibile e necessario un lavoro di collaborazione collettiva per sostenere una raccolta fondi in favore di uno dei comuni da cui, noi giovani del collettivo, proveniamo. Anche da ciò si evince perchè non potevamo mancare di dare il nostro piccolo contributo. Da una intensa collaborazione nelle scorse settimane, tra numerose associazioni sambenedettine, nasce dunque : un PO scossi. Una rassegna benefica di raccolta fondi all'insegna della musica, della danza, della recitazione e del buon cibo che si svolgerà tra il 24 e il 26 agosto in cui potrete sostenere anche iniziative di raccolta fondi del comune di Quistello.
Ti interessa fare volontariato in questa tre giorni insieme a noi? contattaci a collettivolunastorta@ gmail.com Di seguito, il testo di promozione dell'evento.
Col terremoto abbiamo perso diverse cose. Abbiamo perso certezze, sicurezze, serenità, luoghi. La certezza che la pianura fosse una zona sicura, che sì, qualche volta qualche scossa si sentiva, ma veniva da zone sismiche, non le nostre… La sicurezza che la terra sotto i nostri piedi ci accogliesse, ci proteggesse, che non fosse qualcosa di ostile. La serenità, perché nonostante siano passati due mesi il terremoto è dentro di noi, basta il passare di un camion o il tintinnio di un bicchiere per farci sobbalzare e battere forte il cuore. E infine abbiamo perso i luoghi, le case, i posti di lavoro.
Questa è la prima cosa che si nota quando si va in una zona terremotata: le crepe sui muri, le spaccature sugli edifici, i nastri rossi che limitano l’accesso a zone che prima facevano parte della quotidianità. A San Benedetto Po subito si vede il campanile quattrocentesco di San Floriano, mutilato nei suoi pinnacoli. Stessa sorte è accaduta al campanile della chiesa di San Siro. E il centro storico è “una zona rossa transennata, deserta e silenziosa con un futuro quanto mai incerto” (parole del sindaco) .
Nonostante le perdite qualcosa però il sisma ci ha pure dato: il senso di comunità, l’unione al di là delle difficoltà e delle divisioni. Il terremoto ci ha tolto qualcosa? E noi ce lo riprendiamo! Anche se è difficile e ci vogliono risorse per rimettere tutto a posto, le associazioni e i cittadini di San Benedetto non si tirano indietro. È con questo spirito che nei giorni dopo il sisma è nata un’idea da alcune associazioni polironiane, la volontà di fare qualcosa e non restare ad osservare impotenti le decisioni imposte da sfere più alte su tempi e modi da rispettare per la ricostruzione. San Benedetto Po ha bisogno del suo centro, del Monastero, del Museo con le sue collezioni, della Sala Civica, dell’ex Refettorio Monastico, dell’ex Infermeria, della Biblioteca, dell’Oratorio. Luoghi simbolo di unione e comunità, ma anche luoghi operativi, vivi, vissuti ogni giorno dai cittadini e dai turisti.
Davanti a questa esigenza le associazioni si sono incontrate e unendo esperienze e proposte è nato l’evento “UN PO SCOSSI musica spettacoli e buona cucina insieme per ricostruire”. Una tre giorni all’insegna della musica, della danza, del teatro e dell’arte, uniti con un mix di buona cucina mantovana, che ha come scopo di raccogliere fondi per la ricostruzione di San Benedetto Po.
L’organizzazione delle serate è a cura di persone che hanno saputo unirsi al di là delle diversità di opinioni e idee, per puro spirito di solidarietà e per un fine più alto, quello di raccogliere fondi per salvare un patrimonio storico e artistico millenario, che proprio nei giorni tristi del sisma avrebbe dovuto mostrare al pubblico le ultime parti restaurate, ma che ora purtroppo giacciono chiuse con un destino sospeso circa la loro riapertura. Tutte le serate si svolgeranno grazie a volontari, anche i musicisti, i ballerini, gli attori e tutti quelli che interverranno a rendere magiche queste serate lo faranno a titolo gratuito. Un grazie particolare va a tutti gli artisti che hanno risposto numerosi e hanno deciso di partecipare a un evento di raccolta fondi sapendo di non ricevere nulla in cambio.
Gli eventi si terranno in Piazza Matilde di Canossa e Piazza Teofilo Folengo, dove saranno allestiti i palchi. Ci saranno 3 punti ristoro sparsi per le piazze dove si potranno gustare specialità tipiche come risotto con la salamella, gnocco fritto e panini col cotechino.
Vogliamo ringraziare i partecipanti all'iniziativa "Pedalata della Memoria", nella speranza di essere riusciti a raggiungere lo scopo della condivisione della conoscenza storica. Avere visto persone di tutte le età partecipare a questa iniziativa restituisce il senso più profondo della Resistenza e della tragedia a cui ha posto fine: intergenerazionale, di tutti, è stata la Resistenza così come lo deve essere il suo ricordo. Per chi ha conosciuto la violenza del nazifascismo, per chi invece ha bisogno di imparare a conoscere la storia. E' stato un piacere organizzare un evento all'insegna del recupero della memoria storica locale e grazie all'incrocio di più dati siamo venuti a conoscenza, tra le altre cose, dell'esistenza di un partigiano, più per convenienza che per convinzione, che forse proprio partigiano non era.
La nostra terra, l'Oltrepò in particolare, è stata interessata dal fenomeno della Resistenza e sebbene fossero molto più esposti che in montagna, uomini e donne della nostra terra non hanno esitato, questi sì sinceramente, a rischiare (o dare) la propria vita per difendere la libertà e la giustizia sociale dopo vent'anni di soprusi subiti.
I resoconti della Prefettura del fascio di Mantova li ricordano nelle cronache come "ribelli", "banditi", "nemici", noi li ringraziamo e preferiamo chiamarli fratelli partigiani.
In occasione del 67esimo anniversario della Liberazione, il collettivo Luna Storta organizza una pedalata della memoria per ripercorrere insieme il periodo della Liberazione del nostro Paese partendo da fatti legati alla nostra comunità.
Una ginnastica dolce, per il fisico e per la mente, con il mezzo simbolo della Resistenza: la bicicletta. Un percorso interamente pianeggiante di circa 12 chilometri per permettere a grandi e piccini di riflettere insieme sull'atrocità della guerra e della dittatura, sull'abominio dei rastrellamenti e delle rappresaglie e sulla fatica e il coraggio di una Liberazione dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista, avuta a caro prezzo.
La Liberazione è stata frutto del sacrificio di donne e uomini comuni, e così intendiamo ricordarla ed onorarla: da persone comuni promuovere una riflessione sulle aspirazioni, i sacrifici, le paure e la forza che hanno contraddistinto queste persone.
E questi sentimenti ben rappresentano, sebbene in un contesto apparentemente differente, lo stato d'animo con il quale la nostra società oggi è costretta a convivere. Difendere e promuovere la memoria della Resistenza come opportunità di riflessione e d'azione per il presente.
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione" P. Calamandrei
Collettivo Luna Storta
Percorso della pedalata:
ore 10:00 Ritrovo: presso arci "1 maggio"
10:10 Introduzione e Partenza
10:20 Prima tappa: via Ferri, assalto squadrista alla cooperativa di consumo
10:30 Seconda tappa: via Ferri, il Comune, lapide dei partigiani fucilati
10:45 Terza tappa: Mirasole, lapide per Tullio Mozzini, caduto partigiano (?)
11:05 Quarta tappa: Bardelle, lapide operazione "Harryng"
11:30 Quinta tappa: monumento di San Benedetto Po, deposizione della corona e discorso delle autorità.
Altri eventi in occasione della ricorrenza:
- Martedi 24/04,Mantova, presso Spazio Sociale "LaBoje!", ore 17.30
workshop antifascista "PartigianAttack!": chiaccherata sulle pratiche antifasciste diffuse e condivise e laboratorio produzione collettiva di stencils tematici.
- Mercoledì 25/04, Mantova, presso arci "Virgilio", ore 12.00
festa della Liberazione di Arci Virgilio in collaborazione con A.N.P.I Mantova e la partecipazione di Arci Dallò. Pranzo con un ricco menù a prezzi popolari. A seguire il saluto del Presidente A.N.P.I. provinciale Rodolfo Rebecchi e il concerto di Isaia e l’orchestra di Radio Clochard
- Giovedì 26/04, Mantova, presso sala degli Stemmi (via Frattini), ore 16.00
seminarioStorie di Resistenza e collaborazionismo tra le province di Brescia e di Mantovaorganizzato dall'Istituto Mantovano di Storia Contemporanea e A.N.P.I. Provinciale Mantova