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martedì 4 giugno 2013

VINCERE NON BASTA: il referendum per l'acqua pubblica 2 anni dopo

12 e13 giugno 2011: una data storica per la grande vittoria referendaria sui temi dell’acqua pubblica e contro il nucleare, che ci ha visti protagonisti attivi insieme a tante e tanti altri sul territorio.

Oggi, a due anni di distanza, possiamo festeggiare insieme quella vittoria ma dobbiamo anche prendere atto, sui temi dell’acqua, che quell’impegno e quell’attenzione che ci hanno guidato non possono venire meno. La realtà odierna ci rimanda a un difetto di democrazia da un lato, con l’immobilismo delle istituzioni nel recepire il dato referendario; dall’altro la necessità di risposte definitive riguardo la gestione dell’acqua e ai problemi della salvaguardia e distribuzione della risorsa idrica, come l’assenza di acquedotti, la presenza di arsenico nelle falde e la dispersione degli impianti trascurati.

Per questo, a partire proprio dalla data simbolica del “compleanno” referendario, nasce la volontà di riportare l’attenzione in merito ad una gestione dei servizi idrici realmente pubblica, partecipata e senza profitto, che sappia garantire qualità, attenzione e accesso alla risorsa idrica come diritto, così come sancito anche dalle Nazioni Unite. Ne parliamo con Annalisa Gazzoni e Giampiero Carotti, dei Comitati Acqua Bene Comune di Mantova e Cremona: con loro avremo la possibilità di riflettere sulla situazione istituzionale a livello nazionale e locale, sulle iniziative fin qui intraprese e su quali siano le possibili potenzialità di una rinnovata partecipazione.

DOMENICA 9 GIUGNO, ore 17, presso la libreria "IL Punto" (ex DiscoCity), 
 via Trieste 36, SAN BENEDETTO PO 

domenica 2 dicembre 2012

TAV: in questo mondo di ladri. Solidarietà agli e alle Notav arrestati/e



alcuni dei grandi sponsor
del TAV: Cota, Bersani, Monti

Capita di sentire, in Valsusa come nel resto d'Italia, ovunque siano previste grandi opere, le parole come "progresso", "sviluppo", "crescita", "democrazia" e "futuro" spesso ripetute da chi governa, governo “tecnico” incluso.

Viene spontaneo, vedendo quel che ci circonda, chiedersi se queste persone intendano per "progresso" forse quello fatto dalla criminalità organizzata (e dalle aziende da essa controllate a caccia di appalti pubblici) nel nord Italia con i vari consigli comunali indagati o sciolti per infiltrazione mafiosa;

che forse per "sviluppo" intendano quello avuto dalla truffa del project financing che permette ad aziende private, che partecipano ai guadagni provenienti dalla gestione delle grandi opere, di scaricare i propri debiti sul debito pubblico nazionale;
che per "crescita" intendano quella della bolla speculativa nazionale ed internazionale di privati (politici e non), società e banche intorno alle cifre astronomiche dei finanziamenti pubblici alle grandi opere che sono inutili, dannose e che non ci possiamo nemmeno permettere.
E’ lecito chiedersi se la lezione di democrazia di questi professori passi per l’utilizzo di armi chimiche illegali, caccia alla popolazione civile residente, fermi e controlli arbitrari perché è questo quello che le persone subiscono quotidianamente vivendo in quella Valle. Forze dell’ordine schierate democraticamente a tutela di decisioni già prese senza alcun coinvolgimento né considerazione dei cittadini, senza alcuna considerazione degli effetti nefasti dei progetti che, dati e cifre alla mano, favoriscono solo gli interessi di chi deve costruire queste opere.

Seguendo questo ragionamento non è difficile intuire come il futuro che questi tecnici vedono per noi sia di sacrifici quando si parla di garantire i diritti ( vedasi i tagli alle pensioni, alla scuola, all’università, agli enti locali), e grigio come il cemento armato quando si parla di “crescita” ed “opportunità”.


Abbiamo, come cittadini, nessuno escluso, anche la responsabilità delle scelte su cui decidiamo di non prendere posizione e la necessità di riprendere a parlare delle cose da cui davvero dipendono la salute e la felicità delle nostre vite: una civiltà non può esistere senza la tutela delle proprie risorse, e questo richiede una presa di coscienza da parte di ciascuno di noi da subito. Non possiamo aspettare che sia troppo tardi.

Difendere i territori, la pubblicità dell’acqua, i diritti, l’equità e la giustizia sociale per tutti e per tutte deve essere fatto con grande senso di responsabilità e pacifica determinazione. Quello che da venti anni troviamo in Valle di Susa, e che l’assenza di reale volontà di dialogo da parte dello stato italiano vuole far passare come criminale, è la coerenza e l’incorruttibilità con cui amministratori locali e reti di privati cittadini portano avanti la propria lotta nell’interesse di tutti, diventando Esempi di condotta per ciascuno e ciascuna di noi. Esprimiamo perciò ferma e piena solidarietà a ciascuno e ciascuna dei Notav arrestati in questi giorni.

Perché le nostre vite finiscono quando tacciamo di fronte alle cose veramente importanti.
Perché tutte le lotte sono la stessa lotta.


Ragazzi e ragazze del
Collettivo Luna Storta