lunedì 22 aprile 2013

"ACHTUNG BANDITEN!" II edizione

Cercando di proseguire la strada intrapresa l'anno scorso, vogliamo ribadire la necessità di una ripresa delle radici dell'antifascismo popolare e di massa che questi ultimi trent'anni di revisionismo di Stato hanno contribuito ad appiattire a triste retorica e di cui i governi si sono serviti per giustificare provvedimenti anticostituzionali . Non possiamo più tollerare che si dica che "questa è la Repubblica voluta dai partigiani, nata dal sangue della Resistenza": così facendo chi morì per la Libertà, la Fratellanza e la Felicità dei popoli viene ucciso una seconda volta dalle stesse persone che se ne dicono eredi. Antifascismo è anche denunciare ogni ipocrisia istituzionale.  
 
Il giorno 20/04, presso la sala consiliare, p.zza Folengo 22, alle 17:00
LEZIONE "BARDELLE 23 APRILE 1945"
Evento di approfondimento sul tema dell'attraversamento del Po ad opera degli Alleati.
Relatore: Prof. Carlo Benfatti.
Con proiezione di immagini, fotografie e filmati d'epoca riferite all'accaduto.

Il giorno 24/04, presso la saletta superiore dell'arci "1 MAGGIO", ALLE 20:45

CINEFORUM con la proiezione de "I Sette Fratelli Cervi" di Gianni Puccini, film a lungo boicottato dalla censura preventiva; a seguire approfondimento sul significato e le forme dell'antifascismo storico in pianura e sul significato e le forme dell'antifascismo oggi.
Sarà presente materiale storico e d'attualità da consultare e divulgare, oltre che la possibilità di fare la tessera A.N.P.I.
RICHIESTA TESSERA ARCI, sarà possibile farla la sera stessa.
 
Il giorno 25/04, ritrovo di fronte all'arci "1 MAGGIO", alle 9:30
II PEDALATA DELLA MEMORIA STORICA, per ritessere il legame tra noi, la storia e i luoghi della nostra comunità. Pedalata di circa 10 km adatta anche ai bambini. Al termine presenzieremo alla deposizione della corona presso il monumento ai caduti.
A seguire rinfresco in arci con materiale storico e d'attualità da consultare e divulgare, oltre che la possibilità di fare la tessera A.N.P.I.
 
"Il primo significato di libertà che assume la scelta resistenziale è implicito nel suo essere un atto di disobbedienza. Non si trattava tanto di disobbedienza a un governo legale, perchè proprio chi detenesse la legalità era in discussione, quanto di disobbedienza a chi aveva la forza di farsi ubbidire. Era cioè una rivolta contro il potere dell'uomo sull'uomo, una riaffermazione dell'antico principio che il potere non deve averla vinta sulla virtù. [...] Un secondo elemento da prendere in considerazione è che il nesso necessità-libertà, sempre così difficile da cogliere, si presenta nella scelta resistenziale problematico e limpido a un tempo. L'aspetto più aspro della problematicità sta nel fatto che la scelta fu compiuta in quella "responsabilità totale nella solitudine totale", che Sartre ha chiamato "la rivelazione stessa della nostra libertà".
CLAUDIO PAVONE (da "Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza")




Altre iniziative nella zona:

MANTOVA - Festa della Resistenza popolare antifascista
dalle 10:00 in piazza Mantegna aperitivo sociale e interventi.
dalle 12:00 grigliata antifascista e concerti @SpazioSociale "La Boje!"
cerca "25 APRILE Festa della Resistenza popolare antifascista"
non è richiesta alcuna tessera.














SERMIDE - LiberArci! bere, cibo e concerto no stop
 festa del 25 aprile al Circolo Arci Chinaski, dalle ore 16:00
cerca "LiberArci @ Chinaski" su FB
richiesta tessera arci, ingresso libero.
















PEGOGNAGA - Grigliata antifascista e Na Dun in concerto
festa del 25 aprile al Circolo Arci CASBAH,  dalle 18:30
cerca "Grigliata Antifascista & concerto dei Na Dun ! 25 Aprile in Casbah"
richiesta tessera arci, ingresso a 5 euro.







 

sabato 20 aprile 2013

Caffè Rebelde Zapatista: ordine collettivo per il prossimo semestre

Arriva al secondo appuntamento l'ordine collettivo del Caffè Rebelde Zapatista di San Benedetto Po e dintorni.

Sabato 27 aprile sarà l'ultimo giorno disponibile per poter ordinare il vostro pacchetto di caffè, macinato (250gr x 4,10€) o in grani (1kg x 16,40€), Rebelde Zapatista. Il caffè che sostiene il lavoro, la dignità e il reddito di 1.500 famiglie delle cooperative indigene del Chiapas messicano; che, inoltre, ci permette di avere ottimo caffè ad un ottimo prezzo.
Da sapere: a farci caso, questo caffè, che è biologico, costa meno di quello "di marca" [di multinazionali]
(non biologico) che trovate in vendita, eppure permette di dare tre volte tanto di soldi ai piccoli produttori.

"Questo caffè ha il colore della terra, una terra ricca e incontaminata, coltivata da millenni con metodi naturali dagli indios Maya. Una terra che i latifondisti e le multinazionali, con l'appoggio del governo, vogliono sfruttare imponendo prezzi ingiusti.
Una terra insorta dove l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale si batte per la dignità degli Indios.
Dove molti piccoli agricoltori si sono uniti per difendersi ed organizzati in cooperative per raccogliere questo Caffè Rebelde Zapatista e distribuirlo ad un prezzo giusto ai gruppi solidali.
Gustando questo caffè sostieni il cammino e la lotta zapatista."


Mandaci un messaggio privato alla nostra pagina Facebook o un messaggio di posta elettronica all'indirizzo collettivolunastorta@gmail.com; non dimenticare di inserire il contatto telefonico per poter concordare la consegna dei soldi e del prodotto!

Questa attività è completamente volontaria e senza scopo di lucro, se vuoi maggiori informazioni, o vuoi collaborare, contattaci!

In collaborazione con LAV Mantova ¡YA BASTA! Milano 
Per la dignità dei popoli, contro il neoliberismo!

per maggiori informazioni sul progetto internazionale:
 http://www.caffezapatista.it/

martedì 19 marzo 2013

Burgo: una comunità che combatte è una Causa che vince

In seguito all'annuncio del corteo da parte degli operai della Cartiera Burgo previsto per giovedì 21 marzo, vogliamo rinnovare l'impegno, per quanto le nostre forze ce lo consentano, di promuovere l'iniziativa di solidarietà che ha già visto l'adesione di più di ottomila cittadini di Mantova e provincia.
Sostenere la petizione significa prendere coscienza di un problema culturale che attanaglia l'Italia, significa denunciare l'irresponsabilità della gestione padronale delle fabbriche e significa riaffermare con forza che il lavoro è uno strumento che deve dare a tutti e a tutte i mezzi per una vita ricca di opportunità e ad un'esistenza felice (e fin quando non sarà tale avremo il diritto di chiamarlo sfruttamento).
Vedere come queste centottantotto persone sono (state) trattate, e ogni giorno altre nuove aziende annunciano il trasferimento o la chiusura, ci fa temere che il lavoro altrui sia visto solo come un limone da spremere e da gettare quando non se ne ha più bisogno. Questo si chiama sfruttamento e non può, in alcun modo, lasciarci indifferenti.

Perchè la crisi la deve pagare chi l'ha creata;
perchè il lavoro sia appropriazione del sapere e non sfruttamento;
perchè gli studenti di oggi sono i lavoratori di domani;
perchè tutte le lotte sono la stessa lotta


- FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE PRESSO L'ARCI 1 MAGGIO E L'ARCI CASBAH -

Una comunità unita che combatte è una Causa che vince!

giovedì 7 marzo 2013

San Benedetto Po, provincia di Ferrara: storia di un (dis)servizio pubblico pt.2

[segue da qui]

Senza un nostro reale e concreto impegno quotidiano, all'orizzonte non si profila nessuna mente illuminata in grado di attuare quell' "inversione di tendenza" anche culturale, richiesta da questo periodo storico oltre che dal buon senso: la benzina si compra a peso d'oro, una linea ferroviaria nazionale per un quinto non ancora elettrificata, negli ultimi quattro anni gli abbonamenti annuali hanno subìto aumenti anche di trecento euro e di questa cifra si potrebbe disporre per potenziare linee per il beneficio di tutti. Insomma, nessun gesto ancora per provare a placare quel polverone sollevato dagli studenti tra settembre e oggi passando anche per il 14 novembre europeo contro la catastrofica austerity, che come primo effetto cancella i nostri diritti tra cui quello alla mobilità.

Mobilità, che diventando (semi)privata permette ai dirigenti di TPER di spremere i lavoratori e prendere in giro i cittadini, ma che costa quasi il doppio (9 cent) al km di Trenitalia (5 cent) per non parlare delle carrozze senza bagni, risalenti agli anni '70. I problemi non vengono mai soli e la cecità delle amministrazioni si rivela ancora una volta all'avanguardia con la notizia del comune di Mantova che, dopo aver presieduto alla scissione tra la gestione autobus e quella dei parcheggi, senza uno straccio di proposività per migliorare la condizione dei pendolari, ha pensato bene di aumentare anche il numero dei parcheggi a pagamento per provare a spremere il più possibile questa satura situazione di mobilità privata, senza peraltro creare alcuna soluzione coscenziosa o di lungo periodo.

Non è una novità che il comportamento delle amministrazioni socie di Apam e del suo cda sia da bocciare, non stupisce più che a queste società miste pubblico(nel nome)- private(nei fatti) prema di più il fare cassa che la garanzia di un servizio-diritto, ma certo arrivati a questo punto non possiamo più pensare che sia tollerabile rimanere con le mani in mano perchè tagliare il diritto alla mobilità significa tagliare il diritto all'istruzione e al lavoro, perchè i tagli fanno in modo che, a lungo andare, i trasporti li usi solo chi se se li può permettere, diventando un privilegio .

 È già iniziata una raccolta firme nelle scuole, e l'Oltrepò con i disagi legati al ponte non può stare a guardare: perciò con questa nota aderiamo al presidio indetto da Network Studentesco per sabato 16 marzo, ore 16.30, in p.zza Mantegna a Mantova. A breve maggiori informazioni.

mercoledì 6 marzo 2013

San Benedetto Po, provincia di Ferrara: storia di un (dis)servizio pubblico pt.1


[Il seguente articolo di approfondimento si compone di due parti per favorirne la lettura]

Accade nel 2013 che in assenza di mezzi di trasporto privato (vedi "automobili") alcune piccole città della Nuova Zelanda, in termini di tempo, risultino più difficilmente raggiungibili dalla loro capitale (90 km di distanza) di quanto non lo sia Auckland da Sidney ( 1300 km di distanza) nonostante la distanza effettiva sia molto più favorevole al primo caso. Quando questo accade si può parlare di distanza relativa.

Il sistema di trasporto pubblico che raggiunge la nostra zona è costituito da Apam (gomma) e TPER -ex FER- (rotaia) e anche da noi (Pegognaga, Quistello, San Benedetto Po) nei giorni festivi, da sempre accade che, - dimenticando per un attimo i normali disservizi incendiari e ritardi, l'incuria e la scarsità dei mezzi-, i mezzi di trasporto pubblico su gomma sono addirittura inesistenti. Alla luce di questo fatto se provassimo a ridisegnare la cartina geografica della nostra zona in base alle distanze relative, ci accorgeremmo che sarebbe più facilmente raggiungibile, e dunque molto più vicina in termini di mobilità sostenibile, Ferrara ( diretto,1h e 10' per 60 km) di Mantova (via Suzzara, con 1 cambio, 1h e 40' per 23km).

 Dunque mentre in Lettonia lo Stato incentiva la mobilità sostenibile con il trasporto gratuito, qui da noi c'è un'endemica noncuranza di cui a fare le spese sono sempre i soliti noti (studenti, lavoratori, pensionati) che si spostano su mezzi che risalgono anche agli anni '80. È ormai un segreto di Pulcinella quello che dagli anni '50 fino ad oggi, i vari governi non si sono mai preoccupati di garantire buoni trasporti pubblici gratuiti attraverso un saggio utilizzo delle tasse (il biglietto che ci chiedono di pagare copre circa un terzo delle spese): già dagli anni della motorizzazione di massa lo stato doveva garantire gli interessi delle poche famiglie che (influenzavano la politica e) producevano auto in Italia, investendo più di duemila miliardi per la costruzione di autostrade e contemporaneamente non più di un decimo per l'intero trasporto pubblico nazionale.
SENZA VERGOGNA: uno Stato che non sostiene i trasporti ma finanzia la guerra nuoce a tutti, anche alla verità

È un problema che dunque arriva da lontano e denota anche un grave problema culturale: abituàti a questo comportamento per almeno cinquant'anni, ora usiamo la macchina per tutto e la media auto/abitanti è una delle più alte d'Europa. Per contro, nelle nazioni dove il servizio pubblico funziona bene è normale utilizzarlo frequentemente e questo denota incontestabilmente come le politiche industriali educhino anche a modello di comportamento differenti. Più comprendiamo questo carattere "storico" dell'irresponsabilità statale, più ci rendiamo conto di come un disservizio che noi crediamo locale, apra una voragine nel tempo (è un problema di diverse generazioni di utenti e politici) e nello spazio (è un problema del sistema di trasporto nazionale).

Nonostante infatti lo Stato abbia delegato la gestione dei trasporti alle regioni e alle province, il rubinetto dei soldi è sempre stato in mano al primo che usa gli enti intermedi, sempre più spesso pubblico(nel nome)-privato(nei fatti), per fare il lavoro "sporco" di tagli (di linee e corse), aumenti (dei biglietti e abbonamenti), cosa in cui si sono dimostrati fin troppo zelanti nell'applicazione e cattivi predicatori (vedi alla voce "Infrastrutture e trasporti") alla luce di quanto fatto a metà mandato.

[qui pt. 2]

sabato 2 febbraio 2013

Un, due, tre..... GAP!

Un: solidarietà
due: utilità 
tre: qualità 
GAP: Gruppo di Acquisto Popolare

La crisi (e il governo) morde il nostro POTERE D'ACQUISTO e siamo spesso costretti a riempire il nostro carrello in tutta fretta e con prodotti possibilmente economici per poter distribuire il meglio possibile una coperta sempre più stretta. Bisogna, però, sempre tener presente che non tutti i prodotti sono uguali e che possono esserci prodotti migliori o peggiori non solo in base al gusto ma, soprattutto, in base al consumo delle risorse, alla tutela dei diritti e al reinvestimento di parte della spesa sul territorio di produzione: in una parola, anzi due, CONSUMO E(RE)TICO.

 In più, noi, esseri viventi, interagiamo con l'ecosistema circostante, ne siamo parte, e la continua diminuzione della qualità dell'acqua, dell'aria, del suolo ha dei risvolti anche sulla nostra QUALITÀ DELLA VITA. Ma qualità della vita significa anche avere un lavoro dignitoso, in un paese in cui le prospettive lavorative per giovani (33% di disoccupati) e meno giovani (dopo i trentacinque anni sei etichettato come "vecchio") rimano (come nell'Ottocento) con "estero" e dunque non è secondario tutelare posti di lavoro in grado di integrarsi compatibilmente con l'ambiente e la salute dei cittadini (ILVA di Taranto, Polo Chimico di Mantova, inceneritore di Brescia, centrale ENEL di Ostiglia insegnano cosa bisogna evitare). Lavoro dignitoso, dunque, significa sostenere quelle realtà che sono funzionali e funzionanti, prima di tutto, sul territorio per il lavoro e il prodotto che offrono.

Porre a precondizione tutto ciò ci è necessario per spiegare il significato di una ricerca di un'alternativa ECONOMICA, DI QUALITÀ ed E(RE)TICA soprattutto per quei prodotti di largo consumo come, ad esempio, caffè e bevande gassate, a cui si potrebbero benissimo aggiungere i prodotti della terra, la pasta ecc.

I primi prodotti che abbiamo scelto sono stati innanzitutto il frutto dell'entusiasmo, di un gioco serio, di una scommessa con noi stessi nel vedere se si possa tradurre in atto pratico e quotidiano il nostro desiderio di cambiamento progressivo di questa società, anche senza troppo sforzo, ma con una chiara idea del significato di fondo di questi gesti semplici quanto importanti. Un pò come è accaduto per il volontariato nel campo di Pegognaga durante l'emergenza terremoto.

Dunque, abbiamo iniziato creando un gruppo di acquisto che si occupasse del progetto "CAFFÈ -biologico- REBELDE ZAPATISTA" a sostegno delle Comunità indie zapatiste del Chiapas messicano. Certo non proprio dietro l'angolo, ma questo loro modo di vivere l'economia, come un servizio per la comunità, ha permesso di liberare la gente da ignoranza e povertà dando vita ad una vera redistribuzione delle ricchezze per il benessere reale, in beni e servizi, di tutti e tutte. Una vittoria concreta carica di un grande significato simbolico: un altro modello partecipativo, redistributivo, democratico per una vita felice, è possibile.

Pertanto siamo ora nodo per San Benedetto Po e dintorni in collaborazione con l'associazione LAV di Mantova¡YA BASTA! di Milano per la distribuzione di questo Particolare Caffè.

La seconda scommessa è su una bibita gassata che è anche la parola più conosciuta al mondo: C**a-C**a, in molti Paesi del mondo manca l'acqua, ma non gli ombrelloni rossi di quella multinazionale.
Esiste un progetto chiamato UBUNTU Cola che segue appunto la stessa filosofia del sistema operativo "open source" UBUNTU, il cui letterale significato è "io sono perchè noi siamo", rimarcando il significato e il valore sociale della solidarietà dove, come nel caso del caffè, si incrocia il rispetto dell'ambiente, quello del lavoro e dei diritti della persona che produce.

Non possiamo che ringraziare l'arci 1 Maggio di San Benedetto Po, che grazie al nostro interessamento, ha adottato tra le proprie bevande proprio l'UBUNTU cola, ad un prezzo veramente competitivo (1,10€ a lattina).
Certo l'obiettivo sarà quello di estendere la gamma di prodotti per tradurre completamente la filosofia che ci guida in una pratica quotidiana, per poter accedere, a prezzo convenienti sia per chi produce che per chi compra, a prodotti di qualità sotto tutti gli aspetti appena affrontati.

Per maggiori informazioni sulle date dei prossimi GAP: collettivolunastorta@gmail.com

domenica 23 dicembre 2012

Sprazzi di civilità, da riconquistare: ristabilita la lapide abbattuta la settimana del XXV aprile

Il Collettivo Luna Storta vuole ringraziare l’Amministrazione Comunale di San Benedetto Po e e la sezione ANPI locale, per aver concretizzato la nostra segnalazione risistemando la lapide sull’argine maestro a memoria della Liberazione e del passaggio del Po da parte degli alleati.
Durate la nostra “Pedalata della Memoria” del 25 Aprile scorso, una delle ultime tappe della nostra iniziativa per commemorare la Resistenza e la Liberazione a San Benedetto Po era appunto la lapide che commemorava una delle azioni compiute durante l’Operazione Herring negli ultimi giorni della Guerra.
La scoperta che il monumento era stato vandalizzato ci ha fatto capire ancora una volta perché avevamo voluto essere lì quel giorno, proprio per ricordare e capire la storia senza lasciarla immobile nei libri.
È proprio con la consapevolezza di questa necessità che con grande convinzione e senza ambiguità ci proponiamo di ricordare quotidianamente il significato storico e politico della lotta al fascismo e al nazismo. Conoscere ciò che è stato è l'unico modo per poter vivere il presente con un occhio critico e realmente consapevole e progettare un futuro per chiunque si senta a casa in questo Paese, in una settimana in cui abbiamo ricordato la strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969 e la strage razzista di Firenze dell’anno scorso.

Ragazzi e Ragazze
del Collettivo Luna Storta