mercoledì 2 maggio 2012

Pedalata della Memoria - FOTO e ringraziamenti-

Vogliamo ringraziare i partecipanti all'iniziativa "Pedalata della Memoria", nella speranza di essere riusciti a raggiungere lo scopo della condivisione della conoscenza storica. Avere visto persone di tutte le età partecipare a questa iniziativa restituisce il senso più profondo della Resistenza e della tragedia a cui ha posto fine: intergenerazionale, di tutti, è stata la Resistenza così come lo deve essere il suo ricordo. Per chi ha conosciuto la violenza del nazifascismo, per chi invece ha bisogno di imparare a conoscere la storia. E' stato un piacere organizzare un evento all'insegna del recupero della memoria storica locale e grazie all'incrocio di più dati siamo venuti a conoscenza, tra le altre cose, dell'esistenza di un partigiano, più per convenienza che per convinzione, che forse proprio partigiano non era.
La nostra terra, l'Oltrepò in particolare, è stata interessata dal fenomeno della Resistenza e sebbene fossero molto più esposti che in montagna, uomini e donne della nostra terra non hanno esitato, questi sì sinceramente, a rischiare (o dare) la propria vita per difendere la libertà e la giustizia sociale dopo vent'anni di soprusi subiti.
I resoconti della Prefettura del fascio di Mantova li ricordano nelle cronache come "ribelli", "banditi", "nemici", noi li ringraziamo e preferiamo chiamarli fratelli partigiani.

Una comunità senza memoria, non ha futuro.
Antifascisti sempre.

domenica 22 aprile 2012

"Achtung Banditen!" - Pedalata della Memoria a San Benedetto Po e dintorni

 In occasione del 67esimo anniversario della Liberazione, il collettivo Luna Storta organizza una pedalata della memoria per ripercorrere insieme il periodo della Liberazione del nostro Paese partendo da fatti legati alla nostra comunità. 

Una ginnastica dolce, per il fisico e per la mente, con il mezzo simbolo della Resistenza: la bicicletta. Un percorso interamente pianeggiante di circa 12 chilometri per permettere a grandi e piccini di riflettere insieme sull'atrocità della guerra e della dittatura, sull'abominio dei rastrellamenti e delle rappresaglie e sulla fatica e il coraggio di una Liberazione dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista, avuta a caro prezzo.

La Liberazione è stata frutto del sacrificio di donne e uomini comuni, e così intendiamo ricordarla ed onorarla: da persone comuni promuovere una riflessione sulle aspirazioni, i sacrifici, le paure e la forza che hanno contraddistinto queste persone.

E questi sentimenti ben rappresentano, sebbene in un contesto apparentemente differente, lo stato d'animo con il quale la nostra società oggi è costretta a convivere. Difendere e promuovere la memoria della Resistenza come opportunità di riflessione e d'azione per il presente.


"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione"
P. Calamandrei

Collettivo Luna Storta


Percorso della pedalata:
ore 10:00 Ritrovo: presso arci "1 maggio"
10:10 Introduzione e Partenza
10:20 Prima tappa: via Ferri, assalto squadrista alla cooperativa di consumo
10:30 Seconda tappa: via Ferri, il Comune, lapide dei partigiani fucilati
10:45 Terza tappa: Mirasole, lapide per Tullio Mozzini, caduto partigiano (?)
11:05 Quarta tappa: Bardelle, lapide operazione "Harryng"
11:30 Quinta tappa: monumento di San Benedetto Po, deposizione della corona e discorso delle autorità.



Altri eventi in occasione della ricorrenza:

- Martedi 24/04, Mantova, presso Spazio Sociale "LaBoje!", ore 17.30 
workshop antifascista "PartigianAttack!": chiaccherata sulle pratiche antifasciste diffuse e condivise e laboratorio produzione collettiva di stencils tematici.

- Martedì 24/04, Mantova, presso Spazio Sociale "LaBoje!", ore 21.30
concerto partisan – freestyle – rap battle con dj Malatesta + DrowningDog 

- Mercoledì 25/04, Mantova, presso arci "Virgilio", ore 12.00
festa della Liberazione di Arci Virgilio in collaborazione con A.N.P.I Mantova e la partecipazione di Arci Dallò. Pranzo con un ricco menù a prezzi popolari. A seguire il saluto del Presidente A.N.P.I. provinciale Rodolfo Rebecchi e il concerto di  Isaia e l’orchestra di Radio Clochard

- Mercoledì 25/04, Pegognaga, presso arci "CASBAH", ore 18.00
grigliata antifascista in collaborazione con A.N.P.I. Pegognaga

- Giovedì 26/04, Mantova, presso sala degli Stemmi (via Frattini), ore 16.00
seminario Storie di Resistenza e collaborazionismo tra le province di Brescia e di Mantova organizzato dall'Istituto Mantovano di Storia Contemporanea e A.N.P.I. Provinciale Mantova

- Giovedì 26/04, San Benedetto Po, presso arci "1 Maggio", ore 20.45
rappresentazione teatrale La scelta. E tu cosa avresti fatto? di Marco Cortesi e Mara Moschini organizzato dal circolo LIBERArci

- Sabato 28/04Mantova, presso l’Archivio di Stato (via Dottrina Cristiana) ore 10.30
seminario I falsi storici. A proposito dei falsi diari di Mussolini organizzato dall'Istituto Mantovano di Storia Contemporanea.

giovedì 16 febbraio 2012

LA VALLE NON SI ARRESTA: solidali con i NOTAV

Il 12 febbraio si sono svolti nelle città di Ivrea, Saluzzo, Cuneo, Alba, Alessandria i presìdi di solidarietà rispettivamente per Luca, Giorgio, Tobia, Jacopo e Mambo; alcuni degli attivisti NOTAV per cui è stato disposto l'arresto in seguito agli scontri svoltisi il 3 luglio 2011 in occasione della manifestazione nazionale. 
Per questi ragazzi, il direttore del carcere, Pietro Buffa, ha disposto il trasferimento per favorirne l'isolamento e scoraggiare l'ondata di solidarietà che questi arresti avevano suscitato nel torinese e in tutta Italia nonostante la neve e le temperature polari.
Nonostante un martellamento mediatico in cui il movimento NOTAV è stato condannato e calunniato, anche per bocca di esponenti dei partiti politici che sostengono la colossale opera ferroviaria, sentiamo l'esigenza di prendere le distanze da una logica acritica che vuole imporre la distinzione tra “buoni e cattivi” e che riassume i ventitrè anni di lotta di una intera valle in qualche ora di scontri, come se nessun evento, come ad esempio la militarizzazione della valle e i mezzi cingolati nelle strette vie di montagna, avessero alzato la tensione nella popolazione valsusina e negli italiani che solidarizzano coi NOTAV. 

Possiamo anche credere alla verità ufficiale e fingere che non ci sia mai stato lo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena il 27 giugno 2011 o il dispiegamento di tremila agenti con annessi lacrimogeni da guerra e mezzi blindati per incutere paura nei cittadini della Val di Susa e fermare la popolazione che si oppone alla costruzione del tratto ferroviario.


Siamo sgomenti di fronte alla decisione presa da uno Stato liberale, democratico, un “faro della democrazia” sempre pronto a difenderla e ad esportarla con le armi in Afghanistan come nelle valli piemontesi, ma che dimentica che per esercitarla serve ascoltare e rispettare la volontà delle popolazioni su cui governa.

Siamo sgomenti di fronte alla decisione dei vari governi di ridurre ad un problema di ordine pubblico una lotta che da ventitrè anni coinvolge, mobilita migliaia di cittadini ma che riguarda milioni di persone quanti
sono i cittadini italiani.

Problema di “ordine pubblico” diventa dunque il diritto alla salute, il rispetto dell'ambiente, in modo diretto, e implicitamente il diritto all'istruzione gratuita e di qualità, ad una sanità pubblica accessibile, alla pensione, al salario minimo e all'edilizia popolare visto lo sperpero di risorse che provoca il TAV.

Uno “sviluppo” fatto di retorica e colate di cemento, senza criterio nè programmazione, che per gli interessi di pochi toglie ai più. Viene di fatto cancellata la possibilità di un modello di sviluppo che rifiuti le grandi opere e che piuttosto migliori il precario equilibrio idrogeologico del territorio italiano e incentivi la preservazione del patrimonio culturale e artistico nazionale: tutto ciò si tradurrebbe in nuovi posti di lavoro e un indotto favorito dal turismo che potrebbero compensare di gran lunga questa costruzione inutile e invasiva.

Dire NO al TAV significa dire NO ad un intero sistema di sfruttamento e di interessi politico-economici che cancellano, di fatto, la democrazia. Con la galera quei ragazzi di cui sopra espiano anche la cecità, 
l'indifferenza e il perbenismo della nostra società oltre che la coerenza che ha sempre dimostrato il movimento di cui fanno parte. 
 Se battersi per un modello di sviluppo equo e giusto, che rispetti l'ambiente, la salute e i diritti di tutti è un crimine, ci dichiariamo colpevoli: solidali e complici con Luca, Giorgio, Tobia, Jacopo e Mambo e tutti/e gli/le altri/e


LA VALLE NON SI ARRESTA

E I NOTAV NON SONO SOLI... OVUNQUE

Ragazzi e ragazze del
Collettivo Luna Storta


sabato 28 gennaio 2012

"Fa.Sin.Pat. - La Fabbrica Senza Padroni" cena - proiezione - dibattito

È da qualche tempo ormai che assistiamo sempre meno distrattamente a quelle vicende che, finchè stanno dietro lo schermo di una TV ci arrivano ovattate, o peggio non ci arrivano affatto.
Provando a dare un nome a quello che ci sta succedendo la chiameremmo consapevolezza.
Consapevoli di una crisi che sta fornendo l'alibi ideale ai datori di lavoro per far perdere migliaia di posti di lavoro, delocalizzando, con annessi costi sociali che questo comporta, o, nel peggiore dei casi, per far perdere la dignità ai lavoratori con spregevoli ricatti, abbiamo deciso di non accontentarci dei teatrini, a cui assistiamo ogni giorno, tra nomi “illustri”.
Uno su tutti: Marchionne.
Il “passo avanti” che doveva essere un'eccezione (nelle parole anche di una consenziente parte di “sinistra”, ma mai nelle intenzioni), cioè il contratto sul calco di quello Pomigliano d'Arco, è stato assunto come regola dal primo gennaio 2012 in tutti gli stabilimenti FIAT e IVECO italiani. Suzzara inclusa.
Marchionne ha avuto modo di confermare nei fatti cosa realmente significhino le parole “passo avanti”, “competitività”, “produzione”, “efficienza”: licenziamenti/assunzioni arbitrari, divieto di sciopero, di malattia, orari dei turni da fine '800.
L'estromissione dell'unico sindacato dissidente, la FIOM, è solo l'ultimo gesto a dimostrazione di quale sia, delle due, la parte che non vuole assumersi le proprie responsabilità.
Oltre ad esprimere la nostra solidarietà a chi ha deciso di non cedere a questa violenza avallata dallo Stato ci siamo confrontati e impegnati nella ricerca di una soluzione alla crisi che rifiuti categoricamente l'arroganza e il carattere autoritario del contratto di lavoro sul modello di Pomigliano: l'autogestione operaia e il modello cooperativo.
Già in Argentina, abbiamo potuto constatare, ha permesso a diverse realtà di migliorare le condizioni di lavoro, di salario, di generare nuova occupazione, restituendo dignità, consapevolezza e unità ai lavoratori e alla comunità, non più numeri ma di nuovo persone.
Siamo consapevoli, date le dimensioni dello stabilimento di Suzzara, delle problematiche in cui sicuramente si incorrerebbe, ma se dall'altra parte l'unica scelta al licenziamento dovesse essere la perdita della dignità e la schiavitù legalizzata, riterremo più che legittima la ricerca di una soluzione che risponda alle esigenze di chi con quel lavoro mantiene i propri figli.
Collettivo  Luna Storta
Collettivo THE FOG

DETTAGLI DELLA SERATA
Presso arci CASBAH, Pegognaga (MN), sabato 28 gennaio


CRISI. Uscita IN Sicurezza
L'autogestione operaia e il modello cooperativo per un equo modello di sviluppo.


dalle ore 20.00
Cena di autofinanziamento in compagnia del regista.
Menù, anche vegetariano su richiesta, a 10 € (bere escluso)
Parte del ricavato sarà devoluto alla cassa Fiom per la disoccupazione 

dalle 21.15
Proiezione del documentario "Fa.Sin.Pat. - La Fabbrica Senza Padroni. 
Una Storia di Riappropriazione" di Marco Semenzin

dalle 22.00
Dibattito "il modello Marchionne e la democrazia del lavoro; la riappropriazione e l'autogestione"
Intervengono: Marco Semenzin, un rappresentante sindacale FIOM Iveco e un esponente Legacoop
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PRENOTAZIONI ENTRO SABATO 28/01

INFO E PRENOTAZIONI
Adriano 334/2960673
Matteo 349/1027024

mercoledì 18 gennaio 2012

SALA POLIVALENTE? ASSEMBLEA PUBBLICA!

Pronti? Via!
Il costituente comitato per la sala polivalente "CI TENGO", di cui facciamo parte, ha indetto assemblea pubblica per il giorno venerdì 20 gennaio alle ore 21:00 presso la (ironia della sorte) Sala Polivalente (?) della Casa di Riposo di San Benedetto Po.
Privati cittadini e associazioni verranno invitati ad esprimere il proprio parere e le proprie idee: abbiamo bisogno di ritornare a parlarci e a confrontarci per capire in che modo vogliamo intraprendere la "CONQUISTA" della Sala Polivalente.

Come sfruttare questa cattedrale nel deserto? Mancano soldi? Altri fondi (466mila euro per la casetta IAT) si potevano spendere diversamente? Fino a che punto c'entra il Patto di Stabilità? E' dal 2006 che c'è la crisi? Quando, invece, comincia la volontà politica? Si parla solo di soldi o, anche e soprattutto, di un tessuto sociale che viene lasciato lentamente morire? Favoriamo il turismo, ma per chi? Preferiamo accontentare chi visita il paese una volta nella vita, piuttosto di chi ci abita e lo vive? L'aggregazione giovanile e l'integrazione le faremo dentro la casetta IAT?

Non siamo a Voyager nè a Kazzenger ma anche di misteri parleremo, date le tante risposte rimaste in sospeso.
Diamo il nostro contributo, partecipiamo e passiamo parola.
PROSSIMO APPUNTAMENTO
VENERDI' 20 GENNAIO, ORE 21:00, SALA POLIVALENTE DELLA CASA DI RIPOSO

I ragazzi e le ragazze del
Collettivo Luna Storta

giovedì 22 dicembre 2011

ApeAssemblea - la Sala Polivalente non è un miraggio -

Siamo ormai agli sgoccioli del 2011 e la maggior parte delle previsioni degli economisti vedono all'orizzonte per il nostro Paese, e non solo, un “periodo di stagnazione”.
Anche gli ultimi che parlavano di “Italia che non sente la crisi” o la “recessione”, come va di modo chiamarla, si sono dovuti arrendere. E per usare un francesismo per descrivere la situazione “cambiano i cazzi, ma i culi son sempre quelli” dato che, attraverso la sospensione della democrazia, nel nostro Paese ora governano direttamente le banche, attraverso SuperMario Monti.
Cercando di rimanere sul pratico a poco sono servite le pacate proteste dei sindaci per i tagli subiti dagli enti locali; il governo ha proseguito per la sua strada costringendo i comuni ad osservare il cosiddetto Patto di Stabilità, congelando così tutti gli eventuali attivi dei comuni, e San Benedetto Po non fa eccezione. L'ultimazione di una delle priorità, come recita il programma elettorale del 2011della lista “Uniti per Crescere”,  ha subìto l'ennesimo rallentamento, ciò non toglie che nemmeno senza Patto di Stabilità da rispettare, nei cinque anni precedenti , si siano mai fatti grandi sforzi per ultimarla.
Nonostante la “congiuntura economica” sfavorevole o, forse, proprio per questo ci siamo accorti di non essere disposti a lasciar andare tutto in malora per aspettare le scialuppe  della BCE. Abbiamo un'idea diversa di superamento della crisi e senza essere rinomati economisti chiediamo di essere ascoltati. Crediamo, anche memori di quel che è la storia, che dai periodi di crisi nascono i più grandi pericoli così come le più grandi opportunità. Negli ultimi anni si è deciso di tagliare senza pietà su istruzione, cultura, diritto allo studio, mobilità, sostegno ai disabili, percorsi di integrazione e di privatizzare le maggiori fonti di reddito dello stato. 


Abbiamo visto con i nostri occhi come, in meno di una settimana, i fatti di Firenze (un neonazista uccide tre senegalesi e ne ferisce altri due), Torino (ultrà e cittadini incendiano un campo nomadi con un pretesto fasullo) e Verona (un tredicenne cingalese viene preso a sprangate da una banda di ventenni) siano un primo assaggio di quel che intendiamo, quando si parla di “vuoto culturale”, “politica dell'odio e della paura”, “speculazione sull'ignoranza”. Per questa serie di convinzioni ed eventi crediamo sia doveroso per i cittadini e per le istituzioni promuovere un'energica inversione di tendenza, cosa che risulterebbe di straordinario valore sociale; ciò però prescinde dal portafoglio, ma non dalla volontà. Sicuramente il referendum è stato di grande aiuto in tutto ciò: il lato positivo che siamo riusciti a recuperare dalla crisi, la partecipazione diretta della gente, l'entusiasmo nel poter incidere personalmente sul processo democratico. E anche sull'onda lunga della vittoria referendaria possiamo ribadire che non ce la sentiamo di riporre nel cassetto la nostra voglia di partecipare e di dare vita alla sana, chiassosa e argomentata esperienza di paese.

Per questo abbiamo indetto un'assemblea-aperitivo per venerdì 23/12 con le associazioni potenzialmente maggiormente interessate per fare il punto della situazione e decidere come incidere concretamente e rendere attivo un percorso partecipato, fatto su misura per la nostra comunità attraverso la tanto attesa apertura e l'utilizzo della sala polivalente antistante al supermercato Sisa, in via Montale. Vogliamo suscitare un dibattito intergenerazionale e interculturale dove dai grandi ai piccini, dai residenti storici agli ultimi arrivati si possano soddisfare le esigenze di un vivere esemplare fatto di conoscenza, solidarietà, dialogo e collaborazione.

Per noi la Sala Polivalente non è un miraggio.

Appuntamento il venerdì 23/12 dalle 19:30 presso l'arci “1 maggio” di San Benedetto Po  





"Se il bambino vive nella critica, impara a condannare
Se il bambino vive nell'ostilità, impara a litigare
Se il bambino vive nella paura, impara ad essere apprensivo
Se il bambino vive nel ridicolo, impara la timidezza.
Se vive nell'ipocrisia, impara la doppiezza
Se vive nella meschinità, impara la vigliaccheria
Se vive nei capricci, impara l'intolleranza
Se vive nella superficialità, impara l'indifferenza
Se vive nella lealtà, impara la correttezza
Se vive nella condivisione, impara la generosità
Se vive nell'incoraggiamento, impara la fiducia
Se vive nella tolleranza, impara la pazienza
Se vive nella franchezza impara la verità
Se vive nell'onestà impara la giustizia
Se vive nell'amore impara ad amare
E a costruire per tutti un mondo migliore"

Dorothy L. Nolte
I ragazzi e le ragazze del
Collettivo Luna Storta

giovedì 1 dicembre 2011

1 dicembre. Giornata mondiale della lotta all'AIDS

I nemici più pericolosi, gli avversari più temibili, dopo l'ignoranza, sono quelli che dimentichiamo di avere. Fortunatamente i numeri ci vengono in aiuto: trentaquattro milioni di malati nel mondo; una cifra record dovuta al crollo delle morti, grazie ai progressi della medicina, per chi è affetto da AIDS.


Se, a livello mondiale, la cifra dei malati è ai massimi storici, i nuovi contagi hanno registrato la flessione più significativa dal 1997: una diminuizione del 21%, così come il calo delle morti tra il 2005 e il 2010 sul totale dei malati. Nonostante ciò il virus continua ad uccidere e ogni anno questa infezione miete, ancora, 1,8 milioni di vite.


Il nostro territorio non è immune da quella che è stata definita la "peste del XXI secolo": si registrano, infatti, nel mantovano 35 nuovi casi ogni anno con percentuali in leggera crescita dei sieropositivi (2,5%, quest'anno) in linea con la crescita media regionale. In assenza di un fantomatico vaccino in grado di renderci immuni dal virus, la cosa migliore e più logica da fare, visto l'allungamento dell'aspettativa di vita dei malati e la loro crescita sensibile che determina un'aumento di rischio per tutti, sarebbe incentivare una politica di prevenzione soprattutto tra quelle generazioni che non hanno vissuto l'emergenza "epidemia" tra il 1987 e i primi anni duemila: i più giovani.


In questo contesto, in cui la prevenzione permetterebbe anche un notevole risparmio di denaro pubblico oltre che di sofferenza (un malato annualmente costa al servizio sanitario 8-10 mila euro, organizzare assemblee con esperti e distribuire preservativi e depliant, molto meno), lo Stato decide oramai da qualche anno di tagliare i finanziamenti pubblici alla ricerca scientifica e biomedica e, soprattutto, cosa ancor più grave, di cancellare il piano nazionale di lotta all'AIDS del Ministero della Salute.


E' solo grazie alle associazioni dislocate sul territorio, ad alcuni professori e ai numerosi volontari che sopravvive una cultura della prevenzione, della sensibilizzazione e dell'educazione sessuale che si oppone in maniera netta agli interessi delle case farmaceutiche che, solo in Italia, possono contare su sessantamila clienti "finchè morte non li separi" per i farmaci retrovirali (quelli, cioè, che si usano per rallentare gli effetti del virus quando lo si è già contratto e che rappresentano un "Affare", con la "A" maiuscola per le multinazionali).


E' chiaro, dunque, che, in questa quotidiana lotta senza quartiere alla malattia e agli interessi economici di pochi, tutti siamo chiamati ad assumerci la nostra parte di responsabilità civile.


Grazie, infatti, ad alcune associazioni, sul nostro territorio, gli incontri tenuti all'interno di assemblee nelle scuole medie superiori permettono a ragazze e ragazzi di prendere coscienza e di entrare in confidenza con la tematica.




Il compito di noi "giovani adulti", all'interno di questo contesto, non può essere quello di starcene con le mani in mano. Proprio per questo abbiamo deciso di partecipare attivamente al passaggio simbolico di testimone della consapevolezza agli studenti delle scuole medie inferiori partecipando all'iniziativa tenutasi tra Via Roma e P.zza Sordello, questa mattina, e realizzando un video in collaborazione con la Fondazione Malagutti Onlus (fondazionemalagutti.onlus.it) e ALFAOMEGA Associazione Volontari (alfaomega.onlus.it) di Curtatone a breve disponibile anche su Youtube.


Per condividere informazione e consapevolezza non è mai troppo presto. Semplici gesti possono fare in modo che non sia troppo tardi.
I ragazzi e le ragazze del 
Collettivo Luna Storta